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Insegnanti di sostegno: disattesa la continuità educativa

Disattesa la continuità educativa prevista dall’art 40 DM n° 331/98 che ne ribadisce l’obbligo.


Consigli comunali contro il continuo cambio degli insegnanti di sostegno.

A Fontaniva, un gruppo di genitori di figli diversamente abili in età evolutiva, cioè con abilità diverse dalle normali anche se non visibili, hanno dato vita al Comitato Genitori “I Ragazzi del Sole”, e da tempo si battono per l’applicazione dell’integrazione scolastica, come vuole il buon senso e come dettano le previsioni di legge se fossero applicate.
La continuità educativa, ossia la nomina dell’insegnate di sostegno disponibile fin dall’inizio dell’anno scolastico, presente con continuità per tutto il ciclo del progetto educativo didattico individualizzato a lungo termine è scritta nelle previsioni dell’art 40 del DM n° 331/98 che così si esprime: “Al fine di assicurare la continuità educativa degli insegnanti di sostegno, il Provveditore agli studi assegna i posti (insegnanti di sostegno) .. omissis… tenendo conto della tendenza delle presenze di alunni in situazioni di handicap nell'ultimo triennio; …omissis…; dell'esistenza di progetti educativi individualizzati a lungo termine.”

Venerdì 18 gennaio 2008 Telenordest nel corso del telegiornale serale ha trasmesso un servizio riguardante le denunce di alcuni genitori che hanno visto vanificati i progressi scolastici dei propri figli diversamente abili causa il cambio della figura dell’insegnante di sostegno ad anno scolastico inoltrato. A difesa dei loro diritti hanno preso posizione i sindaci ed i relativi consigli comunali dei comuni di Fontaniva, Tombolo e Cittadella.
Anche il Senatore Antonio De Poli si è mobilitato presentando un’interrogazione scritta al Ministro della Pubblica Istruzione chiedendo motivazioni in merito al continuo valzer di insegnanti che dovrebbero invece garantire continuità ad un progetto individuale finalizzato al potenziamento delle capacità dei bambini e ragazzi diversamente abili.
Alla conferenza dei sindaci dei comuni dell’Alta padovana tutti i primi cittadini si sono resi disponibili a sostenere l’iniziativa.
E’ previsto un incontro allargato con i principali politici locali, i dirigenti scolastici al fine di effettuare un dibattito per trovare possibili soluzioni del problema coinvolgendo anche il Consiglio Regionale Veneto.

Non sorprende che vincoli burocratici e risorse limitate si pongano quali ostacoli oggettivi che il legislatore ha certamente previsto quando ha individuato i soggetti responsabili dell’effettività della norma (Gruppo di Lavoro Interistituzionale del Provveditorato (GLIP), Provveditore, Ufficio di Gabinetto ed Osservatorio permanente sull'integrazione scolastica presso il Ministero della Pubblica Istruzione….).

Ferisce, piuttosto, l’animo del genitore, il silenzio colpevole della voce delle Istituzioni Scolastiche, che persistono nell’ignorare, e quindi confermare il diritto negato.

I “Ragazzi del Sole” possono contare sull’amore dei genitori, dei familiari, di quanti con carta e penna o con voce squillante nelle istituzioni locali e più in alto, si vogliono aggiungere per il riconoscimento di un diritto primario di ogni cittadino come è il diritto alla scuola e ad ogni forma di integrazione della persona.
 

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