Ha acquisito la patente europea del computer e ora insegna informatica in un progetto realizzaato con l’Asl 15
Cittadella
Un joystick che sposta con la guancia destra, ed un altro con la bocca, gli consentono di muoversi con la sua particolare carrozzina elettronica dotata anche di telecamera. Era il 21 luglio dell'88 quando un incidente stradale mentre era a bordo della sua Vespa gli causò delle lesioni che in modo irreversibile hanno limitato la sua deambulazione. Giuseppe Pierobon, oggi trentasettenne, è rimasto paralizzato dalle spalle in giù. Dalla vita normale, ordinaria, quella di uno studente che stava lavorando in attesa dell'inizio del quinto anno dell'istituto industriale, alla vita che cambia, che diventa, si direbbe, "crudele". Ma Giuseppe ha trovato la forza di andare avanti e di accettare quello che è accaduto. Non si è dato per vinto, anzi ha sfruttato quelle energie e quelle capacità che gli sono rimaste. Non poche. Si è appassionato di informatica ed ora insegna ad utilizzare il computer ad un gruppo di allievi grazie ad un progetto realizzato dall'associazione cittadellese Airone in collaborazione con l'Asl 15.
«Devo moltissimo ai miei familiari, ai miei fratelli ed agli amici - spiega - non posso muovermi, però ho la testa buona, parlo e finchè posso pensare, la qualità della vita è più che buona. All'informatica mi sono avvicinato un po' per forza di cose, per trascorrere il tempo. Non c'è fatica peggiore di svegliarsi al mattino e di non sapere che cosa fare per arrivare alla sera. Dico che è un buon antidoto alla depressione che per fortuna non mi ha mai sfiorato, ripeto anche grazie alle persone che mi stanno attorno».
Così nel 1989 Giuseppe partecipa ad un corso promosso dall'Inail e poi ad un secondo, nel 2002, in materia di realizzazione di siti internet e di grafica. Nel 2003 entra nel Centro disabilità motorie dell'Asl a Camposampiero e nello stesso anno acquisisce la Patente europea del computer (E.C.D.L.). Giuseppe ha realizzato il sito internet dell'associazione Airone (www.valoreh.org) e quello delle parrocchie di Cittadella (www.parrocchiecittadellesi.it). Adesso è impegnato nell'attività didattica. Nella sede dell'Airone 5 postazioni con pc portatile, un videoproiettore e Giuseppe che insegna per due ore con l'ausilio solo di una traccia con annotati gli argomenti della lezione. Un docente preciso e rigoroso, ma che ha moltissima presa sugli allievi guidati passo passo. «La mia è una invalidità eccessiva per essere inserito nel mondo del lavoro - continua - Le lezioni mi terranno occupato per tutto l'inverno, ma chissà di non riuscire a poter insegnare nelle scuole in modo stabile come tecnico di laboratorio affiancato ad un altro docente, penso sarebbe anche molto formativo per gli studenti vista la mia situazione».
Molti nelle sue condizioni si sarebbero dati per vinti. Giuseppe è senza dubbio un esempio, ma lui veste male questo ruolo quando glielo evidenziamo. «No, io non sono un filosofo, non posso dire nulla agli altri se non che non c'è una ricetta particolare, ma che ognuno deve conoscere i propri limiti e su quelli porsi dei progetti. Non imponenti se no non si realizzano, ma che cerchino di superare di poco i limiti. Se avviene sei felice ed in caso contrario non ti deludi se non ce la fai». Giuseppe non sarà un filosofo, ma questa sembra proprio la giusta filosofia. Il suo un esempio per le persone che hanno delle disabilità e che spesso non affrontano la vita sociale, mentre per chi è abile una prova concreta per eliminare quei pregiudizi che purtroppo ancora esistono.
Michelangelo Cecchetto